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Posts Tagged ‘su carro a boi’

Nonostante le intenzioni siano di viaggiare sempre col fresco, e quindi o con le prime luci del giorno o al massimo la sera, decidiamo di partire da Cagliari alle 4 del pomeriggio e  fa caldo anche da fermi.

I cugini provano a convincerci a restare in città ancora una notte ma noi siamo impazienti di iniziare il nostro viaggio e siamo già in ritardo di due giorni sul programma di marcia. Ci avviamo convinti che questa sia la prima e ultima eccezione alle nostre regole di sicurezza.

Dopo aver consultato ogni possibile formato digitale della mappa, capiamo che per uscire da Cagliari non c’è altro modo che affrontare un piccolo tratto di superstrada: non è un mondo per analogici questo.

Con i bagagli e l’animo ben saldo affrontiamo il pericolo e dopo poco arriviamo sulla statale che ci porterà a Villamassargia.  Un tappa medio lunga per noi, si tratta di ben 55 km tutti di un fiato.

Chiamiamo i nostri spostamenti “Tappe” come si fa nel ciclismo vero; un modo come un altro per darci un tono e poi sa meno di improvvisazione e quando non c’è null’altro a cui aggrapparsi è la volontà di essere all’altezza di questa parola che ci fa giungere a destinazione.

La statale è praticamente tutta dritta ma non pianeggiante come sembrava sulla mappa. Lungo il percorso non incontriamo nessun punto di ristoro – se non vicino alla meta – e pedaliamo in quasi completa solitudine. Ci dà un piccolo brivido una macchina che sfreccia un po’ troppo vicina e il resto è solo bella campagna e il ritmo lento e silenzioso delle pedalate che dilata lo spazio dei pensieri senza mai riempirlo.

Arrivati a Villamassargia sbagliamo strada e allunghiamo il percorso di una decina di km, intanto siamo in contatto telefonico con il proprietario del B&B in cui abbiamo prenotato; dice che ci aspetta a un certo bivio con le 4 frecce. Noi continuiamo a pedalare, comincia a imbrunire e il bivio giusto non arriva mai. Siamo stanchi ma per quel che possiamo acceleriamo un po’ e troviamo il pick-up quando il cielo è tutto rosa. Ci scorta da dietro su una strada sterrata piena di ciottoli appuntiti, incrocio le dita ogni volta che non riesco a schivare una buca e dopo pochi minuti con tutti i muscoli a pezzi e le bici intere arriviamo a “Su carru a boi”.

Compriamo l’acqua e ci facciamo consigliare un posto dove andare a mangiare. Se non vogliamo riprendere la bici di notte, possiamo andare solo al ristorante che si vede in fondo alla strada. Ha i campi da calcetto, una piscina di quelle che si montano in giardino e qualche giochino per bambini. Il ristorante è molto grande ma ci sono pochissimi ospiti oltre a noi. Un posto di una semplicità decadente che mi fa un po’ ridere. Mangiamo e torniamo indietro per dormire. Nella sala della colazione del B&B c’è una televisione accesa, il telegiornale regionale passa le immagini della marina piccola di Cagliari in festa. Incredibile, mi sembra già lontanissima.

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